>

English

.

Home

.

Note Biografiche
. Dipinti  
. Critica
. Mostre
. Media
. Bibliografia
. Contatti


>  L'Arte
  Il viaggio dipinto dal silenzio  

 avanti  >

 

di Antonio Carlo Ponti
 

2
“Il silenzio è la mia parola”, sembra voler dire con Bloy4 la pittrice. O meglio, il silenzio dipinto.
Pittrice che centellina, che soppesa col saggiatore (sarà la laurea in farmacia) le sue tele, che si direbbe con metodo omeopatico – ossia a piccole dosi – costruisce le stazioni del viaggio celeste da lei iniziato (iniziatico?) attraverso i riti (e i miti) delle grandi tradizioni spirituali del globo – tuttora presenti, esistenti e con milioni di credenti, di fedeli. Viaggio insopprimibile, irredimibile nel tempo vivendi. Viaggio che è anche tesa quadreria di episodi, sure, preghiere, raccoglimenti eremitici, dentro il vero silenzio, perché l’assenza “di rumore non è silenzio. È soltanto assenza di rumore
5” e “il silenzio è la grande rivelazione6”.

È così che il mirabile e ardito percorso della pittrice perugina, umbra, attraverso il sacro delle grandi tradizioni spirituali del mondo approda – come una nave che ha solcato molti mari perigliosi – all’isola felice dell’immateriale. Immergendosi subito – appena toccata la battigia – nella foresta di simboli e di liturgie che sorreggono il tempio (i templi, i luoghi sacri) della Tradizione, del cammino dove ascetismo, preghiera muta, divinazione, estasi si fondono. Nel crogiolo dell’assolutezza, dello stordimento. "Perché dunque parlare. L’anfora risuona soltanto quand’è vuota. Quando è ricolma, è invece silenziosa
7".
  
 

 
      Segue  |  1  |  2  |  4  |  6  |   Back   |

Top

   
 

© 2008-2010 Annamaria Artegiani - all rights reserved